Gruppo Consiliare Federazione della Sinistra

Lo specchietto delle allodole del patto per Genova

Dicembre 4th, 2016 Posted in Comunicati stampa

Non passa giorno che, avvicinandosi al referendum del 4 dicembre, il Governo elargisce qualche briciola dell’ingente massa di capitali a sua disposizione per tentare di condizionare l’esito referendario.
In analogia a quanto i governi golpisti del centro america facevano un decennio fa.
In ordine sparso, la opportuna firma del contratto dei metalmeccanici, 800 assunzioni nel ministero di Grazia e Giustizia, 30 euro per le pensioni basse eccetera.
Non sfuggono a questa dinamica le firme dei patti con le città amiche politicamente.
Esibizioni che ampliano la stagione iniziata a Porta a Porta da Silvio Berlusconi.
Situazioni analoghe al comportamento dei miei studenti all’avvicinarsi di temibili compiti in classe o in laboratorio.

Cosi’ mentre il governo di centro sinistra si impegna a spendere 64 milioni AL GIORNO per le spese per la guerra e conferma l’impegno a spendere almeno 6.2 miliardi di euro per un’opera cosi’ fortemente inquinata come il Terzo Valico quanto poco significativa per il trasporto, arriva l’impegno di 110 milioni di euro, non specificando se verranno confermati in caso di esito non gradito al potere.
Ci sono molte cose buone (come il finanziamento di 20 nuovi autobus per il trasporto pubblico urbano), direi dovute; altre (come la speculazione delle aree del Blueprint inserita come progetto di Smart City) discutibili.
Niente per il patrimonio abitativo, per la riconversione produttiva in senso ecologico dell’economia genovese, per il nodo ferroviari odi Genova ad oggi fermo; nulla neanche per la messa in sicurezza della discarica di Scarpino (almeno 60 milioni di euro) il cui impegno a farli pagare in tariffa è una delle ovvie condizioni di ingresso dei privati.

Che dire, buona fortuna!
Certo che persone pensanti (non sprovvedute che si fanno abbindolare dagli specchietti e dalle collanine) sorridono davanti alle promesse pre elettorali.
E non si rassegnano a una modifica dell’assetto istituzionale dove Stato – Partito – Impresa tendono ad essere una cosa sola

Antonio Bruno, capogruppo Federazione della Sinistra

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