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AGGREGAZIONE TRA AMIU S.P.A. ED IREN AMBIENTE: UN ACCORDO A PERDERE

Febbraio 6th, 2017 Posted in Senza categoria

antonioAGGREGAZIONE  TRA AMIU S.P.A. ED IREN AMBIENTE: UN ACCORDO A PERDERE.
QUANDO GLI ELETTI FANNO GLI INTERESSI DELLE FINANZIARIE E NON QUELLO PUBBLICO

Come si è arrivati a questa proposta

- 9 dicembre 2014 il Sindaco di Genova Marco Doria nomina assessore allo Sviluppo economico Emanuele Piazza, (già consigliere di amministrazione in società del gruppo Iren (Lng Medgas Terminal srl, Astea Energia Spa, Gesam Gas Spa)

- 12 febbraio 2015 il Sindaco di Genova invita AMIU a predisporre studi di fattibilità, comprensivi di analisi industriali, economico-finanziarie e dei necessari approfondimenti tecnico-giuridici, relativi ad eventuali ipotesi aggregative, alla luce delle previsioni in materia di servizi pubblici locali contenuti nella legge di Stabilità 2015.

- 3 marzo 2015 AMIU invita Iren a partecipare alla redazione di uno studio di fattibilità (comprensivi di analisi industriali, economiche-finanziarie e dei necessari approfondimenti tecnico-giuridici), conformente a quanto richiesto dal Comune con la lettera del 12 febbraio 2015, nonché anche in previsione del Piano di Razionalizzazione delle società partecipate (poi approvato con Ordinanza Sindacale n.64/2015 e ratificato con delibera del Consiglio Comunale n. 15/2015).

- 6 giugno 2016 (Prot. PG/ 2016/192217) l’assessore all’Ambiente Italo Porcile risponde a una interrogazione del Consigliere Comunale Antonio Bruno confermando  che “ Nell’ambito del progetto di ricerca di un partner capace di aiutare AMIU (come definito anche nella Delibera Consiliare 15/2015), …, il Comune di Genova ha dato mandato ad AMIU di avviare un dialogo con IREN su base tecnica finalizzato alla verifica di elementi di potenziale sinergia fra i rispettivi piani industriali. Conseguentemente AMIU ha attivato un tavolo tecnico con IREN nel quale sono tuttora in corso discussioni finalizzate ad un esame dei reciproci programmi di sviluppo, con riferimento particolare se non esclusivo, agli aspetti impiantistici legati al ciclo di trattamento dei rifiuti alla luce delle recenti novità normative emanate da Regione e Città Metropolitana (che recentemente ha approvato il piano di ambito che recepisce il piano industriale di AMIU definendone la relativa impiantistica, in divenire, di pertinenza ATO).
Qualora, come sembra, dovessero essere ravvisati forti elementi di sinergia fra i rispettivi programmi industriali potrà essere avviata, nel rispetto delle procedure in materia di trasparenza, un’ulteriore fase di analisi finalizzata alla definizione di una possibile operazione di carattere societario i cui parametri saranno eventualmente immediatamente a valle della prima fase sopra descritta.”

- 29 giugno 2016, durante i lavori della Commissione Consiliare Sviluppo Economico del Comune di Genova,  il Direttore Generale del Comune di Genova dott. Franco Giampaoletti  dichiara
“ … Ad oggi sono già in corso interlocuzioni all’interno di un perimetro definito all’interno di uno scambio di corrispondenza fra Comune di Genova ed AMIU, fra AMIU ed IREN finalizzate alla definizione, all’analisi, all’individuazione di elementi di sinergia nei rispettivi piani industriali …. È estremamente probabile, non possiamo dire certo che ci sia l’offerta di Iren in tempi estremamente rapidi, e nel caso in cui l’offerta di Iren sia  l’unica offerta, si attiverà immediatamente un processo negoziale per la definizione di quelli che sono aspetti di dettaglio…”

- 29 luglio 2016, la giunta comunale approva delibera 162/2016 in cui si stabilisce  “di approvare le linee di indirizzo, di cui in premessa, per la pubblicazione di un Avviso esplorativo di sollecitazione di manifestazioni d’interesse a dar luogo ad un’operazione di aggregazione societaria ed industriale con Amiu Genova S.p.A., ai sensi e per gli effetti dell’art. 3bis, comma 2bis, legge 148/2011, come modificato dall’art. 1, comma 609, lett. b), legge 190/2014, funzionale alla valorizzazione e alla riorganizzazione della società”;

- 8 agosto 2016 veniva espletato l’avviso esplorativo al quale rispose, come prevedibile, solo Iren Ambiente.

- 3 novembre 2016 la giunta prende atto con delibera di giunta 238/2016 dell’avvenuto espletamento dell’esplorazione e autorizza il proseguimento della trattativa con Iren Ambiente, unico partecipante.

- 19 dicembre 2016  la Giunta di Genova propone al Consiglio Comunale la Proposta n. 58 del 20/12/2016 DEFINIZIONE DEI CRITERI OPERATIVI A CUI ISPIRARE IL MODELLO DI AGGREGAZIONE INDUSTRIALE E SOCIETARIA TRA AMIU S.P.A. ED IREN AMBIENTE S.P.A.

E’ del tutto evidente che

•    l’intero iter dell’operazione di aggregazione societaria è stato concordato tra il Comune di Genova, Amiu (completamente pubblica) e Iren (multiutility con presenza di azionariato privato). Iren Ambiente è all’interno di una holding con una composizione societaria che contempla una percentuale significativa di soggetti privati (banche, fondi di investimento ..);
•    tutta l’operazione ha  come obiettivo il conferimento, senza gara, a un soggetto di diritto privato IREN un servizio pubblico strategico come quello della raccolta dei rifiuti;
•    il tutto in contrasto con la normativa europea che impone gare pubbliche per la gestione di servizi pubblici quando il soggetto aggiudicatario contenga una percentuale di soggetto privato, mentre non si oppone all’affidamento diretto a un soggetto interamente pubblico;

Principali criticità dell’operazione

UN SERVIZIO PUBBLICO GESTITO DA SOGGETTO DI DIRITTO PRIVATO

Il nuovo testo della delibera prevede che Iren non potrà assumere piu’ del 69 % delle azioni. Si va ben oltre la soglia del 50%.
Soglia più psicologica che reale, viste le ricadute in termini di tariffe, occupazione, servizio della privatizzazione del servizio idrico (Mediterranea delle Acque) pur in presenza del 51% nelle mani delle amministrazioni comunali.
Tariffe in costante aumento, insieme ai dividendi.
Occupazione in flessione.
Stillicidio di guasti alle tubazioni mal mantenute negli anni della privatizzaizone.

GOVERNANCE

C’è una profonda differenza tra la Governance proposta dall’avviso invito emesso dal Comune di Genova nell’agosto 2016 con quella che emerge dal testo della delibera, anche quella emendata con alcuni poteri in piu’ per il Presidente - di nomina comunale.
L’Amministratore Delegato – di nomina Iren – accentra nelle sue mani tutto il potere decisionale ed operativo.
E’ significativo ricordache nessun evidente segnale di difesa dell’interesse pubblico provienee dal Consiglio di Amministrazione di Iren nonostante la preponderante presenza di consiglieri di nomina pubblica.

APPESANTIMENTO DELLA TARIFFA DEI RIFIUTI

Una delle motivazioni addotte per l’ingresso di un partner privato deriva dal dissesto provocato alla    discarica di Scarpino dall’alluvione del 2014.
Sorprendentemente il Comune di Genova non ha chiesto la dichiarazione di emergenza ambientale, né ha inserito questo intervento all’interno dei progetti di risanamento idrogeologico finanziati dallo Stato Italiano.
L’aver condizionato i processi di aggregazione all’adeguamento della TARI in modo che il costo di tale intervento gravi esclusivamente sulle spalle dei cittadini appare una delle condizioni poste da Iren nella risposta all’avviso invito dell’agosto 2016.

MODIFICA DEL PIANO INDUSTRIALE VIRTUOSO APPROVATO DAL CONSIGLIO COMUNALE

Nella prima edizione della delibera era inserito il Piano Industriale Ottimizzato, richiesto da Iren per modificare il Piano Industriale approvato dal Consiglio Comunale di Genova che prevedeva l’implementazione della raccolta porta a porta e di prossimità per raggiungere e superare gli obiettivi di legge per la raccolta differenziata.
Tale piano prevedeva l’adozione del “modello San Francisco” un sistema di raccolta multimateriale, presentato dal Sindaco di Genova con toni entusiastici durante la sua visita in Nord America (http://www.genova24.it/2016/04/raccolta-differenziata-doria-eliminare-i-bidoni-come-a-san-francisco-ma-la-legge-non-lo-consente-106035/).
Di fatto, un sistema che riduce i costi e l’occupazione e produce obiettivi e qualità di raccolta differenziata molto inferiori.
Lo stralcio e la sostituzione con un documento di  Piano Industriale Ottimizzato non elimina la convinzione che l’investitore privato e il Sindaco di Genova non intendano successivamente proporre un modello di raccolta differenziata non adeguata al raggiungimento degli obiettivi ambientali e sociali auspicati.

Antonio Bruno

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