Gruppo Consiliare Federazione della Sinistra

Sulla fusione Iride/Enia

Gennaio 26th, 2009 Posted in Comunicati stampa

Comunicato Stampa

Vorrei contribuire al dibattito sulla fusione della multilutilities Iride con la emiliana Enia. La discussione sembra limitata a definire la nuova dirigenza, a superare le criticita’ finanziarie. . Rimane scontata l’operazione di fusione, nella consapevolezza che “piu’ grande” dia maggiori risultati. E forse e’ vero, se guardiamo ai profitti degli azionisti, specie privati. Vorrei, invece, riflettere sulle ricadute in termini di tariffe, di servizio a favore dei cittadini-utenti, di tutele per i lavoratori e di controllo pubblico di servizi pubblici essenziali quali l’acqua e l’energia Se questi obiettivi non vengono perseguiti ci troveremmo di fronte a una semplice operazione finanziaria speculativa. Per quanto riguarda le tariffe segnalo che Mediterranea Acque (gruppo Iride) ha aumentato le tariffe dell’acqua del 14 per cento. E questo e’ normale perche’ il costo del servizio deve garantire i dividendi ai soci privati. In merito alla qualita’ del servizio ricordo come il consiglio di amministrazione di Iride si sia lamentato del fatto che nel 2007 il clima sia stato particolarmente mite, limitando i profitti nella vendita del gas metano. Vengono accantonate le politiche virtuose per la riduzione degli sprechi. Nel campo del lavoro gli occupati sono passati da 1060 (fine 2006) a 945 (fine 2008), ma questo e’ comprensibile perche’ per ridurre i costi di gestione ci si concentra sul costo del lavoro, riducendo organici e cercando di incidere sulle condizioni di lavoro (aumenti dei ritmi e dei carichi di lavoro, orari ecc.). E infine, ma non meno importante, il controllo democratico di servizi essenziali. Nel passaggio da Amga (azienda speciale) a Amga SPA tutta pubblica a Iride il Consiglio Comunale e i cittadini hanno visto ridotti i poteri di indirizzo, programmazione e controllo; parole sempre più vuote a fronte del reale potere esercitato dai Consigli di Amministrazione e dagli Amministratori Delegati. Se anche la Sindaco di Genova Marta Vincenzi e il Sindaco di Torino Sergio Chiamparino sono rimasti sorpresi dal non accontanamento dei fondi necessari a poter coprire gli oneri dovuti all’applicazione delle norme della legge anticrisi che potrebbero chiedere indietro quanto a suo tempo risparmiato attraverso il concordato fiscale, potete immaginare come un Consiglio Comunale e soprattutto i semplici cittadini possano controllare democraticamente l’attivita’ di una multiutilities? Anche la barriera (piu’ che altro psicologica) della partecipazione al 51 per cento degli enti locali e’ destinata a cadere entro tre anni, specie per la pressione del comune di Torino che ha assoluta necessita’ di fare cassa per evitare la bancorotta, dopo la disastrosa esperienza delle Olimpiadi Invernali. Insomma, e’ per questi motivi che ritengo che l’esperienza non positiva della privatizzazione iniziata nel 1995 di Amga e proseguita poi con la costituzione di Iride debba interrogarci se proseguire su una strada sbagliata o fermarsi e chiedersi come potremo tornare a una gestione pubblica e democratica dei servizi pubblici di acqua e energia.
Antonio Bruno, capogruppo Sinsitra Europea – PRC Comune di Genova

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