Gruppo Consiliare Federazione della Sinistra

Bolzaneto, il clima è rovente le urla soffocano il “débat public”

Febbraio 27th, 2009 Posted in Rassegna stampa

Da Il Secolo XIX del 27 febbraio 2009

Bolzaneto, il clima è rovente le urla soffocano il “débat public”
Oltre mille persone al teatro per il dibattito pubblico. Fischi al vicesindaco Pissarello e all’assessore Margini

URLA, fischi e tensione alle stelle. La sesta puntata del débat public è stata la più calda da quando sono iniziati gli incontri per discutere sul progetto della gronda. Mille persone in sala e tante altre fuori, tutte decise a esprimere il proprio dissenso sul progetto. Tutti spingono per poter entrare in sala e unirsi ai contestatori. La riproduzione del filmato preliminare al dibattito, che nei precedenti incontri veniva proiettato senza problemi, è stata interrotta dalle proteste. Contestati gli esponenti dell’amministrazione comunale presenti, tra cui il vicesindaco Paolo Pissarello e l’assessore Mario Margini che è stato fischiato quando ha preso parola per il suo intervento. «Se non mi fate parlare non posso continuare» ha detto l’assessore che è stato interrotto quando ha provato a parlare della scelta del tracciato. «Non va scelto, non lo vogliamo», è la risposta della platea. La protesta monta nonostante Margini cerchi di dare delle sicurezze: «Il meccanismo degli espropri sarà quello utilizzato per via Colano, quando sono state realizzate case per gli sfrattati». Ma non è sufficiente. E dal pubblico alcuni si levano minacce politiche: «Alle prossime elezioni vedrete se vi diamo il voto. Ricordate che il bacino della Valpolcevera e del Ponente è quello che conta di più in termini di voti». La gente dei comitati è tornata a protestare a gran voce sottolineando tutti i problemi e le possibili conseguenze che la gronda potrebbe comportare: dal momento dell’apertura alla chiusura dei cantieri, al futuro della viabilità e delle persone, della gente, di chi potrebbe essere allontanato da casa per fare spazio ai piloni della nuova autostrada. «Adesso è Società autostrade a scegliere il futuro di Genova - protesta Vincenzo Matteucci - Nel 2002 il progetto della gronda sotterranea era stato bocciato proprio da Autostrade. E ora? Portando avanti cinque tracciati, avete distrutto il valore immobiliare di tutte le case che erano state costruite in quelle zone». Sono in molti a pensare che la gronda distruggerà il territorio e non porterà alcun beneficio: «Chi ha detto che la gronda è un’opera indispensabile? - dice Ottavio Cacciabue, sempre presente ai precedenti incontri del débat public - Società autostrade spinge per costruire tra le case perché dice che a monte l’opera non risolverebbe i problemi di viabilità. Ma di che traffico stiamo parlando? Per quello genovese la strada a mare, una volta realizzata, potrebbe anche bastare. Per quello extra cittadino diretto al porto o in centro, il problema sta solamente nell’incapacità del nodo di San Benigno e della città in generale di assorbire il traffico». «Il ponente ha già troppe servitù? taglia corto Gianpiero Pastorino - Genova deve sviluppare ferrovia e metropolitana come nel resto d’Europa». «Il Comune ora parla solo di espropri, assicurando che chi dovrà andar via sarà seguito passo dopo passo - dice Ennio Guerci del comitato antigronda Valpolcevera - come se non ci fosse alternativa alla gronda. Noi diciamo che le alternative ci sono. A mancare forse è solo la volontà di chi ci amministra».
FEDERICO AMODEO

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