Gruppo Consiliare Federazione della Sinistra

I comitati anti-gronda a lezione di protesta

Aprile 27th, 2009 Posted in Rassegna stampa

Il summit a Rivarolo
Presenti i leader dei movimenti Anti Tav del Mugello e Val Susa

Non vogliono più che si parli di loro in termini di Nimby (Not in my backyards), interessati solo al loro orticello. Per questo sul palco dell’Albatros si sentono accenti piemontesi e toscani. Non è la solita assemblea pubblica quella andata in scena ieri al teatro di Rivarolo, cui hanno partecipato circa 300 persone. E non solo perché l’incontro è organizzato e autofinanziato dai comitati antigronda. La vera novità sono i relatori: sul palco ci sono i rappresentanti dei movimenti Anti Tav del Mugello e della Val di Susa. Sono i «fratelli maggiori» dei No Gronda. I primi sono qui a parlare del «dopo», «degli effetti devastanti lasciati dai cantieri dell’Alta velocità» e «i mancati risarcimenti». Questione su cui è in corso un processo. I piemontesi a raccontare la loro protesta, forse la più forte e la più conosciuta. «Per adesso sono qui solo a portare la loro testimonianza, ma non è escluso che in futuro ci siano contatti più significativi», dice Gian Piero Pastorino, consigliere provinciale di Rifondazione Comunista e animatore dei comitati di Voltri. Le slides che scorrono mostrano torrenti prosciugati e discariche di smarino, il materiale di risulta estratto dalle gallerie, in valli del Mugello all’apparenza incontaminate. «Non lasciatevi convincere - dice Marina Carli, dei comitati Antitav toscani - Opponetevi prima che sia troppo tardi. Noi abbiamo pagato lo scotto di essere tra i primi territori a sperimentare questi interventi e non ci siamo organizzati. I responsabili di questo scempio sono rimasti impuniti. E le compensazioni sono state incassate solo dalle istituzioni locali». L’idea di saldare la protesta contro la Gronda con quelle di altri movimenti italiani è stata ispirata, paradossalmente, da Autostrade. «Durante un’audizione - ricorda Mauro Muscarà, del comitato di Geminiano - Ci avevano proposto una visita “guidata” di un loro cantiere nel Mugello. A noi sembrava più sensato avere delle informazioni dagli abitanti della zona». Cosa lega queste infrastrutture lo sintetizza il toscano Tiziano Cardosi: «Sono tutte opere che servono solo a chi vince gli appalti». L’assemblea ha ospitato la protesta dei lavoratori Ferport, azienda che gestisce gli spostamenti ferroviari nel porto: «Vogliamo che non venga penalizzata la rotaia a discapito della gomma», spiega Fabio Ferretti della Cgil. «I flussi di traffico che hanno presentato sono “drogati” - denuncia Michele Ruggeri, del comitato di San Biagio - La Gronda non serve. Autostrade ha preso in considerazione gli spostamenti tra caselli del 2004, quando Genova era Città della Cultura e abbiamo avuto 2 milioni di visitatori. I dati semaforici invece sono proprio quelli alla vigilia del Salone Nautico. Gli errori di ortografia, quasi 80, danno l’idea dell’approssimazione». Il prossimo appuntamento, dopo la cena di autofinanziamento di ieri sera a Murta, che già nel pomeriggio aveva 180 prenotazioni, sarà mercoledì: in occasione dell’ultima assemblea pubblica i comitati hanno organizzato una manifestazione di protesta alle 17 in piazza Matteotti. L’interrogativo adesso è capire se il movimento sopravviverà dopo la fine del dibattito e se si salderà con altre proteste. «I nostri movimenti fanno già parte di un coordinamento nazionale No Grandi Opere. Ci lega un patto di mutuo soccorso, che prevede aiuto materiale e scambio di informazioni - spiega Nicoletta Dosio, dei comitati Anti Tav della Val di Susa - Penso che ci sia spazio per unire le nostre proteste a questa: contro tutti i corridoi, attraverso cui tutto passa e nulla rimane, se non distruzione».
Marco Grasso
Il Secolo XIX

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