Gruppo Consiliare Federazione della Sinistra

Raccolta differenziata: il Comune e AMIU si sveglino

Giugno 11th, 2009 Posted in Comunicati stampa

Comunicato stampa
Raccolta differenziata: il Comune e AMIU si sveglino.
Il Comunicato di Amici del Chiaravagna, Italia Nostra e Legambiente che denuncia lo stallo in cui versano le “sperimentazioni” di Raccolta differenziata a Sestri e a Pontedecimo deve srponare l’Amminsitrazione Comunale e AMIU a cambiare passo nei confronti di queste attivita’. Sono seriamente preoccupato dalla mancanza di riflessione su queste esperienze e dalla passivita’ di AMIU che investe troppo poco per migliorare le percentual idi raccolta differenziata in citta’.
Antonio Bruno

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CONFERENZA STAMPA Mercoledì 10 Giugno 2009 Ore 11.30 Sede Legambiente Liguria
Organizzata dalle associazioni Amici Del Chiaravagna , Italia Nostra , Legambiente Liguria – Via Caffa 3/5 b – Genova “PROGETTO PILOTA DI RACCOLTA DIFFERENZIATA BILANCIO DI UN ANNO DI ESPERIENZA” Ad un anno dall’avvio del progetto pilota per la raccolta Porta a Porta (PaP) dei Materiali Post Consumo (MPC) a Sestri Ponente e a Pontedecimo, facciamo un primo bilancio. Nonostante una gestione non sempre all’altezza del compito, il progetto ha dimostrato come anche a Genova si possono sviluppare le grandi potenzialità di questa innovativa forma di raccolta: dopo pochi mesi di preparazione, in una realtà urbanistica oggettivamente difficile, 16.000 genovesi sono passati da una raccolta differenziata intorno al 16%, a valori che hanno subito raggiunto e spesso superato il 50%, separando anche la frazione più problematica dei rifiuti: i loro scarti di cucina. Tuttavia queste percentuali non sono sufficienti e oggi i progetti pilota appaiono pericolosamente impantanati: le percentuali di raccolta differenziata danno preoccupanti segnali di tendenza alla diminuzione e sono inchiodate mediamente a valori tra il 40 e il 45%. Essendo questi risultati del tutto insoddisfacenti, ma ancora recuperabili, si invita Amiu ad apportare le necessarie e consistenti correzioni che le associazioni ambientaliste segnalano da tempo, nell’ambito della collaborazione che stanno svolgendo in base ad un preciso Protocollo di intesa sottoscritto con il Comune. Puntare a maggiori raccolte differenziate è di vitale importanza per vincere il radicato pregiudizio che il PaP costi troppo: infatti, in base ai molti studi a livello nazionale ed internazionale, tra cui quelli di Federambiente (l’Associazione di categoria delle società italiane di gestione dell’ igiene ambientale), risulta che, superata la soglia del 40%, i costi del PaP scendono con l’aumentare della percentuale di raccolta differenziata. I recenti risultati ottenuti con il PaP in grandi centri urbani come Roma, Napoli e Bari (superiori al 60%) dimostrano che anche a Genova è possibile raggiungere in prospettiva il minimo di legge (65%) che oggi anche l’assessorato genovese sembra giudicare impossibile. A condizione che si facciano le scelte giuste che abbiamo da tempo indicato. Le esperienze nazionali confermano, infatti, che il PaP, rispetto ai sistemi di RD tradizionali, comporta due effetti decisivi per la realizzazione del “Modello Genova”: il primo è la maggiore qualità delle frazioni raccolte, propedeutico ad un riciclo “vero” ed il secondo è la significativa diminuzione della produzione procapite di MPC. Questo dato, di vitale importanza per l’individuazione dei trattamenti finali nella difficile realtà genovese, è il risultato di un minor conferimento improprio (ed illegale) di rifiuti speciali nel circuito di raccolta e smaltimento di rifiuti urbani; conferimento contrastato, in primis, dall’eliminazione dei grandi contenitori per l’indifferenziato e dall’introduzione della tariffazione puntuale (o comunque con forme alternative di incentivazione economica), come dimostrano le statistiche nazionali. I progetti pilota di Sestri Ponente e Pontedecimo stanno indicando le modalità per raggiungere questi obiettivi nel contesto urbano genovese, mettendo in evidenza le lacune organizzative e gestionali: la necessità di una definizione preliminare dei “materiali e dei metodi”, di una comunicazione attenta e un controllo puntuale per aiutare il corretto conferimento da parte delle utenze coinvolte, di porre mano al Regolamento Comunale per fare chiarezza sulla gestione delle aree private, individuare all’interno del PUC le aree essenziali all’impiantistica per la RD (piattaforme di separazione, isole ecologiche attrezzate su tutto il territorio cittadino, ecc.) A nostro avviso, la causa prima di questa situazione di stallo e degli enormi ritardi accumulati, rispetto alle scelte fatte e decise al tavolo tecnico con le Associazioni Ambientaliste, è l’inadeguato investimento in tempo/persona che AMIU e Comune hanno messo in campo. Ci si domanda a questo punto se sarà il nuovo Piano Industriale di AMIU a fornire le risposte che ci attendiamo e a dimostrare le reali intenzioni di questa Amministrazione.
Amici del Chiaravagna Italia Nostra Legambiente

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