Gruppo Consiliare Federazione della Sinistra

I servizi pubblici devono produrre qualità della vita e non servizi per pochi

Gennaio 15th, 2010 Posted in Comunicati stampa

Comunicato stampa

Grazie all’ottimo stimolo del vice presidente del Consiglio Comunale di Genova, il “parlamentino” genovese si appresta a discutere le modifiche al suo Statuto. Si cerca di ritagliare un ruolo piu’ dignitoso a questo Ente che l’articolo 14 della Costituzione mette al primo posto tra gli enti su cui e’ fondato lo Stato. Tra l’altro e’ importante il richiamo al’accesso all’acqua come bene pubblico indisponibile. Questa dichiarazione si inserisce in un momento in cui il Governo ha deciso di espropriare i Comuni, le Province e le Regioni dalle decisioni sulle forme e le modalita’ di erogazione dei servizi pubblici. Sono questi gli effetti dell’articolo 15 del decreto 135/09 recentemente approvato dal Parlamento. L’aspetto piu’ invasivo e’ l’obbligo alla privatizzazione di servizi importanti come quello idrico, la gestione dei rifiuti, il servizio di trasporto pubblico locale. Si espropriano gli enti locali dalla facolta’ di scegliere quale sia la forma di gestione piu’ adeguata al contesto sociale ed economico, favorendo il controllo del mercato italiano da parte di grandi multinazionali. Molti hanno sottolineato come le tariffe dell’acqua saliranno inesorabilmente. Questa previsione e’ confermata dalla realta’; Mediterranea Acque (che gestisce il servizio idrico a Genova) pur essendo ancora una societa’ con una maggioranza di capitale pubblico ha aumentato le tariffe dell’acqua del 14 per cento.  E questo e’ normale perche’ il costo del servizio deve garantire i dividendi ai soci privati (siano i fondi speculativi o Impregilo). Anche gli effetti sull’occupazione sono stati particolarmente interessanti. In Iride gli occupati sono passati da 1060 (fine 2006) a 945 (fine 2008), e anche questo e’ comprensibile perche’ per ridurre i costi di gestione ci si concentra sul costo del lavoro, riducendo organici e cercando di incidere sulle condizioni di lavoro (aumenti dei ritmi e dei carichi di lavoro, orari ecc.). Non mi dilungo su questioni ovvie, come la perdita di controllo democratico su servizi essenziali. Nel passaggio da Amga (azienda speciale) a Amga SPA tutta pubblica a Iride il Consiglio Comunale e i cittadini hanno visto ridotti i poteri di indirizzo, programmazione e controllo; parole sempre più vuote a fronte del reale potere esercitato dai Consigli di Amministrazione e dagli Amministratori Delegati. Ma non c’e’ solo l’acqua: quale politica virtuosa di riduzione di sprechi e rifiuti potra’ fare un’azienda che ha come compito principale la creazione di profitti per i soci privati? E l’esperienza della parziale privatizzazione di AMT ha dato risultati positivi, o scontiamo l’aumento del 20 per cento delle tariffe, lo scontento dei lavoratori e la riduzione del servizio sotto forma di tagli alle corse e di rotture di carico? Come si vede c’e’ molto materiale di riflessione per cercare di invertire la direzione intrapresa, seguendo le scelte di Parigi che dal 1 gennaio 2010 ha ripubblicizzato il servizio idrico, proprio nella patria delle multinazionali dell’acqua. E allora una proposta istituzionale concreta e’ quella di dichiarare, all’interno dello Statuo del Comune di Genova, i servizi, che non riteniamo debbano subire l’imposizione della privatizzazione, come servizi privi di rilevanza economica, attivita’ che devono produrre qualita’ della vita e non profitti per pochi.

Antonio Bruno
Capogruppo Sinistra Europea - PRC Comune di Genova

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