Gruppo Consiliare Federazione della Sinistra

DEROGA per il doppio incarico: così D’Alema potrà continuare ad essere direttore generale e “ad” AMIU

Giugno 16th, 2010 Posted in Comunicati stampa

DEROGA per il doppio incarico: così D’Alema potrà continuare ad essere direttore generale e “ad” AMIU

Una deroga a una delibera approvata solo sei mesi fa, per superare l’incompatibilità fra il rupolo di direttore generale e di consigliere di amministrazione negli enti o società dove il Comune ha competenza per effettuare nomine. E’ quella che sarà discussa e votata oggi in consiglio comunale: una delibera che forse sarebbe passata inosservata o quasi se non fosse perchè - sussurra qualcuno maliziosamente - la deroga sembra fatta su misura per superare l’incompatibilità che, altrimenti, impedirebbe a Pietro D’Alema di continuare ad avere il doppio ruolo di amministratore delegato, e quindi membro del cda, e direttore generale di Amiu. Una conseguenza che, forse, alla giunta comunale era sfuggita al momento di approvare la delibera. “Noi adesso non abbiamo pensato a nessun caso particolare, abbiamo fatto un ragionamento di ordine generale - spiega, invece, l’assessore al Bilancio, Franco Miceli - Abbiamo deciso d’introdurre questa deroga per i casi in cui l’incompatibilità non sia prevista dallo statuto dell’ente o della società, perchè ci consente di risparmiare, visto che se una persona ha il doppio incarico non percepisce nessun compenso come consigliere d’amministrazione, e di sfruttare al meglio competenze e professionalità che esistono nelle società“. E’ vero, infatti, che nella delibera si precisa che se un direttore generale entra nel consiglio d’amministrazione, questa nomina “è gratuita”, ma è anche vero che, dopo la riduzione, decisa da Tursi, dei compensi per i membri dei cda, la retribuzione di un direttore generale è più alta. “Io non ho nulla di personale nei confronti di nessuno, ma le leggi “ad personam”, e questa sembra esserlo, non mi piacciono da qualunque parte vengano e credo cge dovrebbero essere sempre evitate” obietta, però, Antonio Bruno, capogruppo di Se-Rc a Tursi. “E poi - aggiunge - con questo doppio incarico si ha una sovrapposizione fra ruolo gestionale e politico che non mi sembra opportuna”. E oggi si vota.

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