Gruppo Consiliare Federazione della Sinistra

LE INDAGINI SULLA ‘NDRANGHETA Secondo il consigliere comunale di Se-Rc non si può nascondere la testa sotto la sabbia

Luglio 26th, 2010 Posted in Rassegna stampa

Dalla Gazzetta di lunedì 26 luglio 2010

LE INDAGINI SULLA ‘NDRANGHETA  Secondo il consigliere comunale di Se-Rc non si può nascondere la testa sotto la sabbia

Bruno: “Sconcertanti i silenzi e le giustificazioni del mondo politico”

Il titolo dell’esternazione scritta è “forte”: “Un posto nelle istituzioni val bene un ‘colpo di lupara’”, e sembra commisurato allo sconcerto che Antonio Bruno, capogruppo di Se-Rc in consiglio comunale, manifesta sulla mancanza, o quasi, di reazioni del mondo politico locale di fronte ai presunti legami fra ‘ndrangheta e politica che le indagini della magistratura stanno mettendo a nudo anche nella nostra città e nella nostra regione. “E’ sconcertante – scrive Bruno – come la stragrande maggioranza della politica genovese e ligure ha reagito (si fa per dire) all’inchiesta che ha svelato la ramificazione nell’economia e nella politica della ‘ndrangheta in Liguria e a Genova. Silenzi, giustificazioni (bisogna pur riuscire a vincere le elezioni), moralismi, appelli alla privacy. Quasi nessuno – sottolinea il consigliere comunale – che si sia interrogato su come sia stato possibile che una delle tre ramificazioni della criminalità organizzata in Italia abbia un ruolo così forte nel condizionare appalti e quadro politico. E, al momento, non è stato ancora svelato l’altrettanto ruolo importante di mafia e camorra nella nostra città”. Ma, di fronte a quanto sta emergendo dalle indagini, secondo il consigliere “non si può nascondere la testa sotto la sabbia e comportarsi come quelle persone molto anziane che fanno da prestanome. Siamo tutti adulti e acculturati, siamo in grado di capire subito se chi ci avvicina chiede favori o giustizia. Forse il rammarico – conclude – è nella parte sana della società, che non vuole o non è in grado di organizzarsi per contare almeno come le consorterie illegali”.

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