Gruppo Consiliare Federazione della Sinistra

Campo da Golf dell’Acquasanta: No di Sovrintendenza e Regione

Settembre 14th, 2010 Posted in Comunicati stampa

Gruppo Consiliare Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

Genova 14/09/10

Campo da Golf dell’Acquasanta: No di Sovrintendenza e Regione

Da anni esprimo il mio disaccordo alla costruzione, in località Acquasanta, di un campo da Golf a 27 buche con annesse atrezzature di servizio e strutture ricettivo - residenziali.
Non solo per il massiccio uso di pesticidi e prodotti chimici (che si propagano anche ai terreni circostanti col rischio di contaminazione di falde acquifere) ma anche su altre argomentazioni, riprese da due pareri espressi ultimamente da Sovrintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria e dal Settore Valutazione Impatto Ambientale della Regione Liguria.

Le motivazioni che ora sintetizzo mettono una definitiva pietra tombale su tale progetto.

Secondo la Soprintendenza infatti “… per quanto concerne zona boschiva e corsi d’acqua, potrebbe stravolgere il delicato sistema del territorio caratterizzato da un ambiente naturale e agricolo di valore naturalistico elevato con zone a bosco. Si ritiene che l’intervento data l’estensione e la difficoltà di accesso, che porta a ingenti movimenti di terra per il golf, potrebbe comportare oltre a rilevanti modifiche della morfologia del paesaggio anche alterazioni dell’assetto idrogeologico.
Pertanto l’intervento nella misura in cui è previsto non risulta compatibile.

La Regione parla di:
alcune macro-problematiche di carattere ambientale, tra le quali spicca il contrasto tra le dimensioni dell’intervento (intese sia come consumo di suolo e risorse naturali che come carico insediativo), le difficoltà di accesso all’area e il grado di naturalità del contesto.
La disponibilità di acque ad uso irriguo e potabile, inoltre, pur essendo elemento sostanziale per la fattibilità dell’intervento, non appare sufficientemente dimostrata. Conseguentemente, non sono ad oggi escludibili o quantificabili gli impatti sulla risorsa idrica e sugli ecosistemi.
Le residenze e la viabilità occupano gran parte delle aree di crinale che, per morfologia, sembrerebbero le più idonee allo sviluppo delle buche. Queste ultime vengono quindi distribuite anche alle periferie dell’area di intervento, comportando ingenti movimenti terra (anche in presenza di amianto) e alterazioni dell’assetto idrogeologico locale che non consentono di escludere impatti ambientali con incidenza sul contesto limitrofo.

Chiedo quindi che la Sindaco e la Giunta si impegnino a cambiare il PUC per impedire tale costruzione, e a studiare nuove forme di valorizzazione dei territori agricoli e di quelli destinati al turismo eco-compatibile

Il Capogruppo
Antonio Bruno

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