Gruppo Consiliare Federazione della Sinistra

Comune Genova: pdl si oppone alla discussione in consiglio comunale dell’ordine del giorno contro la modifica dell’articolo 18

Aprile 12th, 2012 Posted in Senza categoria

Questa mattina il capogruppo del PDL in Consiglio Comunale Campora si e’ opposto alla discussione in Consiglio dell’ordine del giorno proposto dal capogruppo PRC Genova Antonio Bruno contro la modifica dell’articolo 18.
Purtroppo non e’ stato possibile approvare (o bocciare) questo importante pronunciamento contro l’attacco ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Come da regolamento l’ordine del giorno “fuori sacco” viene rimandato alla seduta successiva. Essendo questa di oggi l’ultima seduta prevista del consiglio comunale di Genova si e’ voluto negare un importante pronunciamento su questo argomento.

Ordine del Giorno
SULLA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO DEL GOVERNO

Il Consiglio Comunale di Genova

rilevato che le modifiche che il governo si appresta ad apportare all’articolo 18 della Legge n. 300 del 1970, hanno per conseguenza l’annullamento degli effetti deterrenti della norma in questione contro i licenziamenti discriminatori e/o arbitrari;

considerato
• che l’art. 18, al contrario di ciò che si afferma o si lascia intendere, non impedisce affatto il licenziamento individuale, ma si limita a prevederne l’inefficacia (ossia l’inidoneità a rompere il contratto di lavoro) ove detto licenziamento sia privo di una giusta causa o di un giustificato motivo soggettivo (e cioè attinente alla condotta del lavoratore) o oggettivo (e cioè attinente alla gestione dell’impresa da parte dal datore di lavoro);
• che conseguentemente l’art. 18 non costituisce affatto un impedimento alla libertà dell’azienda, ove questa si svolga nel rispetto dell’articolo 41 della Costituzione: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.”;
• che la tutela dell’articolo 18 non si realizza solo al momento dell’eventuale licenziamento, ma anche e soprattutto nel corso dell’intero rapporto di lavoro, come precondizione del concreto esercizio, da parte dei lavoratori, di ogni altro fondamenta le diritto (sindacale, retributivo, alla professionalità, alla salute e sicurezza sul lavoro ecc.), che sarebbe in concreto vanificato, ove il datore di lavoro avesse la possibilità di licenziare accampando motivazioni non suscettibili di controllo da parte dei giudici;

considerato inoltre che il principio della “giusta causa” nel licenziamento è previsto, non solo dalla normativa nazionale (legge n. 604/1966), ma anche dal diritto internazionale (Convenzione OIL n. 158/82) e dell’Unione Europea art. 30 della Carta di Nizza);

rilevato
• che i provvedimenti sul mercato del lavoro, sommati alle precedenti scelte del governo in fatto di previdenza, costituiscono un evidente squilibrio a tutto danno di lavoratori e pensionati, addossando unicamente ad essi l’onere del risanamento dei conti pubblici;
• che le modifiche introdotte negli ammortizzatori sociali, per i quali peraltro non è stata ancora individuata la copertura finanziaria, non sono sufficienti a garantire i giovani dalla precarietà, ma che al contrario si limitano a “trasferire” la precarietà sui lavoratori ultracinquantenni, che nei prossimi 2/3 anni rischieranno di trovarsi senza lavoro e senza pensione;

il Consiglio Comunale di Genova

esprime la propria netta contrarietà all’annullamento di fatto dell’articolo 18 della Legge n. 300/1970, che, unito agli altri provvedimenti del governo, in particolare quello sulla previdenza, rischia di creare una situazione sociale insostenibile per migliaia di lavoratori;
sostiene la mobilitazione di quanti chiedono una profonda modifica al progetto di riforma del governo, tale da riassorbire lo squilibrio che si verrebbe a creare fra le parti sociali nel dare un evidente vantaggio alle imprese a scapito della vita e dei diritti dei lavoratori;
chiede che i provvedimenti necessari al risanamento dei conti pubblici siano attuati con maggiore equità, introducendo a tal fine un’imposta patrimoniale che consenta la diminuzione del prelievo tributario su lavoratori dipendenti e pensionati e recuperi risorse per il finanziamento degli ammortizzatori sociali.

Antonio Bruno
capogruppo Sinistra Europea - PRC Comune di Genova (Federazione della Sinistra)

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