Gruppo Consiliare Federazione della Sinistra

Interpellanza su politiche di Iren del tutto sconosciute al Consiglio Comunale e alla citta’ di Genova

Settembre 2nd, 2012 Posted in Interpellanze

Il Sottoscritto consigliere.

premesso che

- secondo il settimanale Avvenire “A2A potrebbe decidere di fondesi con edilpower dopo aver liquidato Iren, sulla base dei patti parasociali che legano le due ex municipalizzate, cedendo alla multiutilitity di Genova, Torino e due comuni emiliani due centrali dell’ex Genco dell’enel, rilevata nell’ambito dell’assetto di Edison. Cosi’ il direttore generale di A2A, Renato Ravanelli, in un’intervista a quotidiano energia. Avvenire 1 settembre 2012″

- secondo il Sole 24 Ore “Dobbiamo cercare le soluzioni che ci permettano di sfruttare al meglio le sinergie tra Edipower e A2A e tra queste c’e’ anche l’accorpamento”. Il direttore generale di A2a, Renato Ravanelli, in un’intervista al Quotidiano Energia traccia il possibile destino futuro della ex Genco. “Per fine anno - ha spiega il d.g. - completeremo la fusione di Delmi in Edipower. Poi, a inizio 2013, scatta la prima finestra dell’opzione put/call sul 20,5% di Iren, che da’ a noi la possibilita’ di rilevare la quota e a loro quella di venderla in cambio di centrali. Ognuna delle due societa’ valutera’ secondo la propria convenienza, seppure in piena armonia di rapporti. Dico solo che per noi una maggiore integrazione e’ indispensabile per aumentare le sinergie”. Secondo quanto scrive il quotidiano online, Ravanelli non lo afferma apertamente, ma e’ evidente che il “divorzio” da Iren e’ un’ipotesi ormai altamente probabile e secondo quanto risulta a QE anche l’utility guidata da Roberto Bazzano sarebbe orientata a deliberare l’uscita “anche perche’ il venir meno dell’ipotesi della super Edipower (basato sul possibile intervento della Cdp, ormai focalizzata su altri dossier quali Hera-AcegasAps, QE 29/8) fa si’ che lo svantaggio di un contratto di tolling a caro prezzo non trovi contraltare in un progetto di ampio respiro”
In base agli accordi, Iren otterrebbe in cambio del 20,5% l’impianto gas e o.c. di Turbigo da 1.770 MW e l’idro di Tusciano da 96 MW. I restanti 5.900 MW circa di Edipower verrebbero poi integrati in A2A, che grazie alla quota Iren salirebbe al 76% nella ex Genco, con Sel e DE al 7% ciascuno, Mediobanca al 4,2%, Crt al 3,5% e Bpm al 2,1%

- secondo Repubblica ” Edipower, si spacca il fronte delle utility. A2a prepara il divorzio da Iren
Dopo essere stati soci in Edison, le due ex municipalizzate si separano definitivamente. A questo punto pare tramontata la possibilità che le due società arrivino a una fusione. Ravanelli: “Dobbiamo sfruttare al meglio le sinergie” di LUCA PAGNI

MILANO - Altro che grande utility del nord Italia. Il progetto sponsorizzato poco pèiùdi un anno fa dal governo per l’accorpamento delle ex municipalizzate A2a e Iren ha imboccato il viale del tramonto. Si fa strada, invece, una ipotesi alternativa che ha come perno l’emiliana Hera. Ma andiamo con ordine.
A mettere la parola fine all’alleanza tra A2a e Iren è stato Renato Ravanelli, direttore generale della società controllata dai comuni di Milano e di Brescia. Lo ha fatto in una intervista rilasciata a Quoridiano energia, pubblicazione on line di settore: “Dobbiamo cercare le soluzioni che ci permettano di sfruttare al meglio le sinergie tra Edipower e A2a e tra queste c’è anche l’accorpamento”.
Una frase che, pur nella sua essenzialità, delinea lo scenario dei prossimi mesi. Per altro confermato anche da altre fonti. Al momento, A2a e Iren controllano assieme Edipower, la società di produzione di energia forte di nove centrali, avuta da Edf in cambio del 30% di Edison. Ma il contratto per il ritiro dell’energia elettrica è molto oneroso: per A2a non è un problema perché può consolidare in bilancio il suo 56%, mentre Iren non lo può fare per il suo 20%. Inevitabile la separazione, visto che Iren ha chiesto a più riprese di rivedere i termini del contratto ma senza ottenere soddisfazione.
Ravanelli, del resto, lo ha fatto capire nell’intervista: “Per fine anno - ha spiegato il manager - completeremo la fusione di Delmi in Edipower. Poi, a inizio 2013, scatta la prima finestra dell’opzione put/call sul 20,5% di Iren, che dà a noi la possibilità di rilevare la quota e a loro quella di venderla in cambio di centrali. Ognuna delle due società valuterà secondo la propria convenienza, seppure in piena armonia di rapporti. Dico solo che per noi una maggiore integrazione è indispensabile per aumentare le sinergie”.
Secondo fonti finanziarie, l’accordo per il divorzio prevede lo scambio del 20% della quota Iren ad A2a in cambio della centrale a gas di Turbigo da 1.770 MW e l’impianto idroelettrico di Tusciano da 96 MW. I restanti 5.900 MW circa di Edipower verrebbero poi integrati in A2A, che grazie alla quota Iren salirebbe al 76% nella ex Genco, con Sel e Dolomiti Energia al 7% ciascuno, Mediobanca al 4,2%, Crt al 3,5% e Bpm al 2,1%.
Alla luce della separazione, tra A2a e Iren si spiega ancora meglio il recente ingresso del Fondo strategico della Cassa Depositi Prestiti nell’utility che nascerà dalla fusione tra Hera e AcegasAps. Il governo, al momento, punta le sue chamce per un polo aggregatore delle ex municipalizzate sull’asse Emilia-Veneto, in attesa che nel nord-ovest le cose si mettanoa posto.
(31 agosto 2012)

- secondo il Corriere della Sera “Dobbiamo cercare le soluzioni che ci permettano di sfruttare al meglio le sinergie tra Edipower e A2A e tra queste c’e’ anche l’accorpamento”. Il direttore generale di A2a, Renato Ravanelli, in un’intervista al Quotidiano Energia traccia il possibile destino futuro della ex Genco. “Per fine anno - ha spiega il d.g. - completeremo la fusione di Delmi in Edipower. Poi, a inizio 2013, scatta la prima finestra dell’opzione put/call sul 20,5% di Iren, che da’ a noi la possibilita’ di rilevare la quota e a loro quella di venderla in cambio di centrali. Ognuna delle due societa’ valutera’ secondo la propria convenienza, seppure in piena armonia di rapporti. Dico solo che per noi una maggiore integrazione e’ indispensabile per aumentare le sinergie”. Secondo quanto scrive il quotidiano online, Ravanelli non lo afferma apertamente, ma e’ evidente che il “divorzio” da Iren e’ un’ipotesi ormai altamente probabile e secondo quanto risulta a QE anche l’utility guidata da Roberto Bazzano sarebbe orientata a deliberare l’uscita “anche perche’ il venir meno dell’ipotesi della super Edipower (basato sul possibile intervento della Cdp, ormai focalizzata su altri dossier quali Hera-AcegasAps, QE 29/8) fa si’ che lo svantaggio di un contratto di tolling a caro prezzo non trovi contraltare in un progetto di ampio respiro”. In base agli accordi, Iren otterrebbe in cambio del 20,5% l’impianto gas e o.c. di Turbigo da 1.770 MW e l’idro di Tusciano da 96 MW. I restanti 5.900 MW circa di Edipower verrebbero poi integrati in A2A, che grazie alla quota Iren salirebbe al 76% nella ex Genco, con Sel e DE al 7% ciascuno, Mediobanca al 4,2%, Crt al 3,5% e Bpm al 2,1%. “Sulle tecnicalita’ stiamo ancora discutendo - spiega Ravanelli - non e’ detto che si arrivi a una fusione vera e propria, con conseguente ingresso degli attuali soci in A2A. In ogni caso credo che gli azionisti sia industriali che finanziari accoglieranno bene una soluzione che aumenti le sinergie”. Red 31-08-12 17:27:44 (0272)ene 5

considerato che il Consiglio Comunale di Genova non e’ mai stato informato di questioni importanti come ad esempio atti che avvicinavano l’ipotesi (sciagurata) di Multiultility del Nord, che avrebbe socializzato le perdite finaziarie e privatizzato gli utili;

certo che il Sindaco di Genova Marco Doria sia stato scavalcato in quanto se informato dei fatti avrebbe informato certamente i comitati di appoggio, la maggioranza che lo sostiene, il consiglio comunale e la cittadinanza;

interpella per conoscere se non si opportuno:

- verificare chi ha sviluppato trattative e proposte senza informare il consiglio Comunale di Genova e sollevarlo dall’incarico fiduciario;

- informare il Consiglio Comunale e la città di cosa succeda a una societa’ (Iren) che, evidentemenre sfugge a qualunque controllo pubblico;

- avviare una riflessione sul ritorno della gestione di servizi pubblici essenziali per la vita dei genovesi (acqua e energia) sotto il pieno controllo pubblico.

Antonio Bruno
Capogruppo Federazione della Sinistra Comune di Genova

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