Gruppo Consiliare Federazione della Sinistra

Dichiarazione di voto contrario a delibera per conferimento smarino terzo valico nella cave del monte Gazzo

Gennaio 22nd, 2013 Posted in Comunicati stampa

La delibera, che vuole approvare la continuazione dello sfruttamento delle cave del Monte Gazzo, contrasta con tutte le promesse di risanamento, ed è peggiorativa rispetto ai piani urbanistici che tendevano a tutelare questa parte di citta’..
Non solo si concede alla cave Gneo e Gnocchetto di continuare “impunemente” a scavare (per produrre materiale per il rilevato del Terzo Valico), ma, addirittura, si riapre la cava Vecchie Fornaci per riversarci una milionata di metri cubi di smarino (detriti provenienti dai lavori di scavo). La discussione in commissione e’ stata surreale: a tutte le obiezioni (ambientali, paesaggistiche, urbanistiche) gli uffici hanno risposto che tutto e’ stato deciso dalla delibera del CIPE n. 80 del 25 agosto 2006 che ha approvato il Progetto Definitivo e non c’e’ più niente da discutere. L’inserimento dell’opera nella Legge Obiettivo ha permesso di fare la Valutazione di Impatto Ambientale senza l’opzione zero.
Eh si perché il Terzo Valico, prima di essere inserito da Berlusconi nella Legge Obiettivo, e’ stato bocciato TRE volte dalla Valutazione di Impatto Ambientale nazionale, tutte le volte per l’insussistenza dei presupposti trasportistici. Nella tratta Genova – Milano infatti, non c’e’ abbastanza traffico da giustificarne l’ingente spesa.
Adesso l’opera approvata collega ad alta velocità ferroviaria Fegino a Tortona, al costo complessivo di 6,2 milioni di euro (l’ammontare della sciagurata manovra sulle pensioni). In galleria i treni andranno a 250 chilometri all’ora e l’alimentazione con cui e’ costruita la linea non permette il transito dei treni merci attualmente in esercizio in Italia.
Qualcuno si rifà al programma del sindaco Doria, dove il Terzo Valico sarebbe dichiarato “indispensabile”.
Non e’ vero!
In quel programma c’e’ scritto che “Perché il porto di Genova diventi effettivamente il capolinea del corridoio europeo Genova – Rotterdam il Terzo Valico ferroviario, dovrà essere funzionale sia a un trasferimento modale dalla gomma al ferro, sia ad un sistema logistico integrato dell’intero Nord-Ovest del Paese.
Si dovrà inoltre rafforzare il collegamento tra Genova e i retroporti del basso Piemonte, puntando con decisione allo sviluppo del trasporto ferroviario delle merci.
Tenuto conto della oggettiva complessità dell’opera e dei relativi tempi di costruzione, risulta tuttavia altrettanto indispensabile che il previsto aumento dei traffici portuali derivante dalla realizzazione delle opere portuali in corso, pari a circa 1,5 milioni di teu, possa essere inoltrato via ferro già al momento dell’entrata in funzione dei nuovi terminal portuali, senza dover attendere il completamento del Terzo Valico.”
Ad oggi non ci sono i soldi (4,6 miliardi di euro) per le gallerie effettive, non ci sono i treni merci che possono andare sulla linea perché alimentati in maniera differente, non c’e’ pianificazione per l’incremento del trasporto merci dal porto (a Sampierdarena non arrivano i binari in porto).
In questo contesto il Terzo Valico non e’ affatto funzionali al trasferimento dalla gomma al ferro, un po’ perche’ mancano le condizioni al contorno, un po’ perche’ e’ l’opera in se’ che non sta inpiedi nel rapporto costi-benefici, come sanzionato dalle TRE V.I.E. negative.
E’ proprio per poter inoltrare via ferro il previsto aumento dei traffici portuali, che converrebbe fermarsi un momento, chiedere una rimodulazione dei finanziamenti, non fare i fori pilota e finanziare il collegamento della bretella ferroviaria Voltri – Borzoli con le linee di valico dei Giovi (1400 metri) dal costo di circa 500 milioni di euro.
Ma perché tanto accanimento nel devastare in maniera inutile e insensata il territorio della Valpolcevera?
La risposta sta in quanto descritto dal magistrato Ferdinando Imposimato nel suo libro “Corruzione ad Alta Velocità – Viaggio nel governo invisibile”.
A pagina 116 Salvatore Portaluri, per due anni presidente della TAV, dichiara:
“Tutti i gruppi imprenditoriali erano stati accontentati, eppure vi erano ancora dei problemi di equilibrio, ma anche questi vengono risolti con la costituzione di un nuovo consorzio per la tratta più incerta, il Cociv per la Milano-Genova.
Un consorzio anomalo di sei imprese, costituito il 3 dicembre 1991” Neanche un mese prima dell’entrata in vigore dell’obbligo europeo a fare gare trasparenti per le opere pubbliche.

Antonio Bruno, capogruppo Federazione della Sinistra Consiglio Comunale Genova

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