Gruppo Consiliare Federazione della Sinistra

Un piaga a Genova: Suicidi per sfratto

Luglio 22nd, 2015 Posted in Question Time

Question time al Consiglio Comunale Genova 21 luglio 2015

5 giorni fa una persona di sessantasei anni si è lanciato dalla finestra di una casa popolare nella quale viveva da cinquanta anni. Da tempo gli avevano staccato le utenze. E quella mattina sarebbe stato sfrattato. Questo nostro concittadino era solo. Senza soldi.
Un mese fa, a Staglieno, una storia simile: un disoccupato si era impiccato nella casa nel giorno in cui anche a lui avrebbero notificato lo sfratto.
La Regione Liguria ha approvato una legge, e il consiglio comunale di Genova lo sta recependo, in cui si inasprisce la lotta ai morosi.
Tranne poi cercare di riparare con la morosità incolpevole.
L’assessore comunale al Sociale Emanuela Fracassi ha previsto un fondo di solidarietà da 671 mila euro, per cui sarà possibile fare richiesta fino al 31 ottobre 2015.
E’ evidente che questo non basta, il sistema non funziona.
Perche’ se i suicidi di Sestri e Staglieno fossero stati ricchi che si fingevano poveri, allora andavano curati dalla salute mentale.
In caso contrario erano morosi incolpevoli e non andavano sfrattati.
Sono questi gli effetti della sottomissione alla logica della finanza e della tecnocrazia.
Infine chiedo
1) quali impegni hanno fatto seguito all’ordine del gfiorno approvato dal CC il 30 settembre 2014, che impegnava la Giunta ad intervenire presso le aziende partecipate per un piano di intervento straordinario di interventi miranti ad un piano straordinario anche in relazione dell’edilizia abitativa pubblica
2) come intende SPIM, proprietaria dell’alloggio di Sestri dove si è consumato il tragico avvenimento, utilizzare gli alloggi di cui ancora dispone -una volta tornati liberi-per mitigare il disagio abitativo, senza ridursi soltanto ad un ruolo di intermediazione e di svendita dei propri alloggi
3) quali verifiche sulla reale situazione economica degli inquilini di alloggi pubblici (compresi quelli di SPIM, oltrechè quelli di ARTE e Comune) vengono assunte prima di effettuare sfratti; non bastando la dichiarazione (un pò pilatesca) che quelli non si erano rivolti ai Servizi Sociale, giacchè è noto che spesso -chi precipita in una condizione di miseria- vive la cosa con vergogna e non sempre è disposto a rivolgersi all’Ente Pubblico per chiedere aiuto
4) quali iniziative vuole assumere il Comune rispetto alla vergogna di 20.000 alloggi di privati vuoti in città.
Insieme ai movimenti sociali che si sono incontrati in Bolivia con Jose’ Bergoglio “Respingiamo gli sgomberi forzati .. qualsiasi tipo di persecuzione giudiziaria contro chi lotta per una casa per la sua famiglia, perché riteniamo che l’abitazione sia un diritto umano fondamentale che deve avere carattere universale. Esigiamo politiche pubbliche partecipative che garantiscano il diritto alla casa”

Antonio Bruno

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