Gruppo Consiliare Federazione della Sinistra

Turismo accessibile a Genova bye bye: question time a palazzo Tursi

Marzo 18th, 2016 Posted in Question Time

Con turismo accessibile intendiamo soddisfare di mettere ogni persona con i suoi bisogni al centro del sistema turistico ed è una indubbia attrattiva - moderna e attuale - per riportare in alto l’immagine del turismo italiano nel mondo.  Per questo motivo l’Italia ha sviluppato la Carta dei diritti del turista.

L’accessibilità, ossia l’assenza di barriere architettoniche, culturali e sensoriali, è la condizione indispensabile per consentire la fruizione del patrimonio turistico italiano.

A Genova dal 2002 è stato attivo un servizio di turismo accessibile come servizio informativo sul turismo e il tempo libero per le persone disabili.
Poi nel 2003 viene inaugurato il servizio di noleggio scooter elettrici per disabili – primo e unico in Italia – grazie ai mezzi donati da Costa edutainment e Fiera di Genova. Inizia nel 2003 anche l’accoglienza disabili in occasione delle principali fiere (salone nautico, primavera, euroflora, festa dell’unità nazionale, slow fish, abcd,..)

Oggi questo servizio chiude perche’ dopo la Provincia, anche Regione e Comune non sono disponibili a trovare meno di 20.000 euro l’anno per finanziare la cooperativa di privato sociale che si è occupata fino ad oggi del problema.

L’ultima  proposta (quella più economica) era di integrare il più possibile il servizio all’interno dei servizi comunali che già hanno un front-office e di mantenere solo un’attività di back office e sul territorio per il monitoraggio delle condizioni di accessibilità.(offerta_comune_ottobre2015.doc), con un finanziamento di poco più di 13.000 euro.

Visto che questo del turismo accessible è un vero e proprio servizio pubblico chiedo se l’Amministrazione intende abbandonarlo, facendo in modo che gli operatori degli IAT aggiornino il sito, verifichino le condizioni di accessibilità dei percorsi e delle strutture e che l’informazione per le persone disabili si trovi sui canali istituzionali usati da tutti

oppure trovare i fondi, magari utilizzando parte dell’importo della tassa di soggiorno per garantire  un servizio dedicato.

Antonio Bruno

You must be logged in to post a comment.